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STRANGE PIANOS (Martano)

Martano (LE), 28 giugno 2026
Oleificio storico ‘Libertini-Prete’ (ore 21.00)
BIGLIETTI

JACOPO MAZZONELLI
ELEONORA WEGHER
celesta, dulcitone, glockenspiel,
toy pianos, typatune, digitorium


PROGRAMMA MUSICALE


PHILIPP GLASS (1937-)
Etude n° 2 (celesta & dulcitone)

JEAN SIBELIUS (1865-1957)
Carillon (celesta & dulcitone)

MAURICE RAVEL (1875-1937)
Valse (celesta & dulcitone)

MARC-ANDRÉ HAMELIN (1961-)
Music Box (glockenspiel)

JOHN CAGE (1912-1992)
A Room (Michelsonne toy piano)

NINO ROTA (1911-1979)
Lullaby (glockenspiel)

ALFRED SCHNITTKE (1934-1998)
Melody (Michelsonne toy piano)

CHICK COREA (1941-2021)
Children Song n° 3 (glockenspiel)

BÉLA BARTÓK (1881-1945)
Bulgarian Rhythm (2 Michelsonne toy pianos)

SOFIA GUBAIDULINA (1931-2025)
Musical Toys (Schoenhut mini piano)

NINO ROTA
La poupée automate (dulcitone)

DMITRI SHOSTAKOVICH (1906-1975)
Fantastic Dance (celesta)

KARLHEINZ ESSL (1960-)
Kalimba (Schoenhut mini piano)

PHILIPP GLASS
Modern Love Waltz (Schoenhut & Kawai mini pianos)

IGOR STRAVINSKY (1882-1971)
Lullaby – Firebird (celesta & dulcitone)

ARVO PÄRT (1935-)
Für Alina (celesta & dulcitone)

BÉLA BARTÓK
Bagatella op. 6 n° 3 (typatune)

GYÖRGY LIGETI (1923-2006)
Musica Ricercata n° 1 (typatune)

STEVE REICH (1936-)
Clapping Music (digitorium)

* * *

STRANGE PIANOS è un progetto performativo nato dalla collaborazione tra l’artista visivo e musicista Jacopo Mazzonelli e la pianista Eleonora Wegher. Il lavoro si concentra sull’esplorazione delle possibilità timbriche di strumenti a tastiera rari ed inconsueti, appartenenti all’ampia famiglia delle percussioni a tastiera, che gli artisti selezionano, restaurano e conservano come parte integrante della propria ricerca. L’indagine si sviluppa al crocevia tra pratica musicale, performance, ricerca organologica e composizione scenica, in un dialogo continuo tra suono e visione. Gli strumenti utilizzati – toy pianos, celesta, dulcitone, keyboard glockenspiel, typatune, digitorium – si trasformano in estensioni corporee e sceniche del gesto musicale, rivelando una drammaturgia fisica e intima del suonare. Strange Pianos affronta inoltre una riflessione critica sullo strumento musicale come oggetto simbolico, affettivo e culturale, sottolineando la sua fragilità e la necessità di una cura continua, tanto nella manutenzione meccanica quanto nell’approfondimento della sua struttura storica e sonora. Progetto in continua evoluzione, sia sul piano performativo che collezionistico, Strange Pianos si è sviluppato in contesti multidisciplinari che includono musei, gallerie e festival, fra cui si ricordano: Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Bologna; Rossini Art Site, Briosco; Teatro della Triennale, Milano; Università di Verona; Oggetti Specifici, Torino; MART di Rovereto, Società Filarmonica di Trento, BAW – Bolzano Art Week.